LIBRO LA MENTE DELLE PIANTE - GRUPPO BOTANICO MILANESE Botanica Fiori Micologia

GBM
Vai ai contenuti
LA MENTE DELLE PIANTE
Introduzione alla psicologia vegetale di Umberto Castiello Mulino ed. 14€


Certe volte da un piccolo libro nasce un grande tesoro.
E’ proprio il caso di questo titolo LA MENTE DELLE PIANTE. Sono 175 pagine di argomenti interessanti e stupefacenti per due ragioni. La prima perché è scritto da Umberto Castiello del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Padova. E cosa centra uno psicologo con le piante? Il secondo motivo che rende unico questo libro è il metodo del racconto per cui ogni pianta è descritta se fosse un cervello da studiare. Nel nostro cervello oltre alle cellule nervose è riconosciuta a livello universale la nostra mente. L’autore conosce bene come si manifesta il nostro pensiero, il nostro comportamento, le nostre decisioni, il nostro modo di comunicare e come viviamo insieme con gli altri. Non si tratta di una bizzarra analogia, interpretare un organismo vegetale come dotato di proprietà simili a quelli del cervello umano, ma di considerare come numerosi studi scientifici ci possano spiegare alcune attività delle piante con criteri identici a quelli usati in ambito psicologico.
Il primo capitolo prende in considerazione la morfologia delle piante, struttura forma tessuti e infine l’analisi delle cellule vegetali e dei complessi fenomeni che spiegano le funzioni di riproduzione, fotosintesi, sviluppo ormonale, crescita.
Certamente molte differenze restano tra le piante e noi Homo sapiens.
L’evoluzione di Darwin è il motore di comprensione che ci deve stimolare in questa lettura. Anche se è difficile, proviamo a ricordarci che noi veniamo dagli animali, dai primati con cui condividiamo oltre il 90% del nostro DNA, e che il nostro essere umani così giovani sulla terra deriva anche dalle espressioni degli organismi vegetali come le piante e le alghe unicellulari.
Perché molti esperimenti studiati da Darwin con il figlio Francis ci spiegano come le piante si muovono in risposta a stimoli come la luce, la forza di gravità, l’alternarsi del giorno e della notte. Anche le radici, quelle che nessuno di noi vede, si muovono sensibili a eventi che la pianta riconosce e trasmette in tutto il proprio corpo. E’ interessante vedere un disegno originale che Darwin pubblica nel 1880 per mostrare una sequenza di movimenti oscillatori da un germoglio di cavolo selvatico (Brassica olacea). Oggi i lavori scientifici che dimostrano le attività delle piante nel capitolo della percezione sono numerosi e si riconosce che non solo le piante sono dotate di capacità di movimento, ma anche di veri organi di senso simili ai nostri occhi, orecchie, tatto, naso e gusto. Ci sono capitoli dedicati alla memoria e apprendimento, alla comunicazione, alla decisione, alla vita sociale. Lo psicologo scrive una traccia ben conosciuta come un vero testo di psicologia generale. Ogni affermazione è confermata da pubblicazioni su riviste scientifiche raccolte in ben 25 pagine di riferimenti bibliografici.
Forse non è il classico approccio di conoscenza del Regno vegetale. Si tratta di osservare le piante come organismi dotati di capacità come nella nostra mente, pur mantenendo indispensabili le difficili conoscenze di classificazione e nomenclatura.
Nel 1875 Darwin descrive il comportamento delle piante rampicanti, studiando la Bignonia capreolata e il luppolo (Humulus lupulus): la scelta di un potenziale supporto cui aggrapparsi è valutata situazione per situazione. Non tutti i supporti vanno bene e le piante scelgono il migliore adattamento. Oggi numerose conferme scientifiche vengono da lavori condotti sul campo che dimostrano in modo univoco le intuizioni di Darwin.
Le piante possono essere una valida risposta al fenomeno del riscaldamento globale e all’inquinamento da sostanze tossiche?
Se sapremo riconoscere e applicare questa capacità delle piante di sopravvivere ai veleni del terreno, e il bosco di Seveso dopo il disastro Icmesa e conseguente diossina riversata lo confermerebbe, la sfida per una migliore sostenibilità della vita sulla Terra troverebbe una valida alleanza in tutto il mondo verde.
Buona lettura a tutti!

Giorgio Galli
galligiorgio@fastwebnet.it

Torna ai contenuti